Accudire il proprio cane – parte 2

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…. Ma una mantellina arancione per evitargli di essere erroneamente sparato da noi o dall’ assatanato compagno di caccia?

Ah no, quella no! … l’impaccia e gli dá fastidio!

Eccoci finalmente ad osservare il quadrupede in una ferma fantastica sull’odore della regina!

Il tempo é fermo e il momento é magico.

Il ”proprietario” dietro di lui, esaltato dalla scena idilica, freme ed attende il frullo ..eccola! BANG! E se l’ha cannata..BANG di nuovo! E se ha un semiautomatico BADABANG per la terza volta!

Ma dico ragazzi!

L’avete mai provato voi cosa vuol dire una schioppetata sparata dal dietro della vostra testa? Be! Se non l’avete mai provato vi consiglio di provarci cosí capirete meglio cosa significa.

Dolori lancinanti ai timpani con fischi e semi sorditá sono garantiti per almeno 20 minuti e credetemi perché io la cosa me la sono giá gustata … e Lui di schioppetate dal retro ne ha preso TRE!

Mi ritorna in mente una frase che ascolto spesso quando si parla di cani: …e sa purtroppo il cane non sente piú cosí bene, con l’avanzare dell’etá ….

Si certo che l’etá incide sull’udito e sulla vista ma …e tutte le fucilate … nulla?

Il sole é ormai basso all’orizzonte, la caccia e terminata e ”il proprietario” con le sue beccacce nella ”cacciatora” stanco e appagato ritorna verso l’auto.

Al suo fianco il cane arranca stanco ma anche lui felice; Si certo, perché no!

Ha fatto tutto quello che era stato selezionato per fare:

Trovare le beccacce, fermarle e soddisfare il suo ”proprietaro”.

Per lui é il suo Dio! Lui é quello che tra breve ristorerá la sua fame con delle profumate ”crocchette”.

Il suo corpo fradicio é ancora stremato dalle punizioni prese per le ”biricchinate” (non avete idea del dolore che provoca la scarica elettrica quando si e bagnati ..provare per credere! ..ah! e non dimenticate di provarla allacciandola intorno al collo!);

Il dolore e quel noioso fischio nelle orecchie non lo preoccupano; magari zoppicando ma va felice verso l’auto scampanando il suo chilo e mezzo di collari e dimentico che tra poco verrá nuovamente sollevato ”culo e collo” per essere sbattuto nel ”trasportino” …ma, perché no! Gli rimane comunque la consolazione che probailmente il suo sfortunato compagno sará anche lui troppo esausto per ringhiargli.

—-O—-

La storia la finiamo qui e chiedo venia per tutte le ”licenze poetiche” che colorano il mio racconto.

Tengo comunque a sottolininiare che, fortunatamente, non tutti si comportano come il ”proprietario” inventato qui sopra;

ma credetemi che se dovessi dare una proporzione onesta, direi che un terrificante 60% di quelli da me incontrati (tantissimi!) rassomigliava, chi piú e chi meno, a quello squallido personaggio.

In questo modo, signori miei, potete accudire il vostro fucile, gli scarponi o, se proprio volete, vostra suocera che per giunta non vi trova neanche le beccacce!

Per accudire il nostro cane, dobbiamo rileggerci per bene quanto scritto all’inizio nella descrizione nr. 3 della Treccani, quella riferita ad esseri viventi: …..2.. tr. Assistere, prestare le proprie cure a qualcuno: a. un bambino; a. la madre malata; un vecchio e infermo, senza nessuno che lo potesse accudire. 

Il cane é come un bambino, il suo cervello é da paragonare ad un infante di c/a 3,5 anni; probabilmente anche il nostro bambino in quella etá si adeguerebbe a collari intorno al collo o a essere sollevato per la pelle del culo per essere sbattuto in un ” trasportino”

… ma noi non lo facciamo!

Quando lo accudiamo, consideriamo i limiti della sua etá e usiamo la nostra testa per gestirlo al meglio … e per il nostro cane?

Dunque vediamo:

1) l’abbiamo preso o comprato (io preferirei dire ”adottato”) non perché ce lo ha ordinato il dottore ma per i nostri comodi (alias ”cacciare”).

2) Sapevamo benissimo che era un essere vivente con limitazioni di intendere o di volere (paragonandolo a noi naturalmente!).

3) Aiutiamo ”cani e porci” (i riferimenti sono puramente casuali!) fregiandoci di etiche e morali al bar bevendo l’aperitivo con gli amici o per impressionare la ”ragazza” di turno.

….ma insomma é un cane! ..Non si lamenta! …Ci é abituato!

Certo!

Ma che fosse un cane lo sapevi fin dall’inizio quando lo hai preso.

Se si lamenta o bestemmia lo esprime con il suo linguaggio e, comunque credimi, che probabilmente avrá giá imparato la formula: guaire e abbaiare troppo = peggiorare le cose.

Ah dimenticavo!…se ci é abituato é perché glielo hai insegnato tu,

… per pura e semplice,

… tua e soltanto tua

CO.MO.DI.TÁ.

*** Questa è la seconda parte di un articolo. La prima parte dell’articolo la pupi leggere qui: http://www.club-scandinavia.com/accudire-cane-parte-1.html ***

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