Caccia alle pernici alpine: parte 1

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Parliamo ora della caccia alle pernici alpine:

Questa non é la mia caccia favorita per due fattori molto semplici da spiegare.

1)  Sono uccelli che pedinano moltissimo e in terreni normalmente scoperti o con pochissima vegetazione per cui, spesso e volentieri, le si vede camminare davanti al cane.

Cane che, se bravo, dovrebbe presentare una perseveranza notevole in lunghe a volte lunghissime guidate.

2- Ci vogliono dei piedi da capra per quei terreni composti prevalentemente da roccie che spesso sono scivolose.

Questo vale naturalmente anche per le zampe del cane che deve essre fornito con ”cuscinetti” sottopiedi di cuoio come le suole dei vostri scarponi.

Pena: zampe gonfie, doloranti con ferite da taglio multiple alla fine della giornata e ti saluto la caccia del giorno dopo!.

Se di stazza ”bracco italiano” e abituati ai terreni morbidi come i miei é una vera catastrofe!

Molti anni fa mi ci slogai una caviglia su quelle rocce e la cosa non contribuí certamente a farmi apprezzare l’ambiente.

Caccia ottimale invece per quei cacciatori delle alpi o degli appennini italiani che, perdonatemi l’ironia benevola, al posto dei piedi hanno gli zoccoli e quei terreni se il mangiano a colazione ogni mattina.

Dunque, detto quanto vediamo come si svolge una tipica azione di questa caccia in Lapponia a quel bellissimo selvatico che é la pernice alpina (devo ammettere che esteticamente parlando forse la preferisco a quella artica/nordica).

La cerca deve essere fatta oltre un altitudine di 800/850 metri dal livello del mare.

Li, la tundra che caratterizza i terreni sottostanti incomincia a diradare lasciando apparire i ”ghiaioni” creati dalle ultime ere glaciali (da notare che su qui terreni durante l’ultima era si valuta che il ghiaccio aveva uno spessore di oltre un chilometro!).

La vegetazione é composta soprattutto da licheni e salici nordici ”nani” che usano crescere intorno ad acquitrini spesso profondi oltre il polpaccio; Ancora da notare che immancabilmente, se si prova ad attraversarli, ci si bagna i piedi alla faccia degli scarponcini ”gorotex”!

QUESTA E’ LA PRIMA PARTE. CONTINUA…

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