CACCIA ALLE PERNICI BIANCHE

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L’uso della parola ”pernice biancha” é un modo molto generico per definire in realtá due diversi selvatici che praticano lo stesso tipo di abitat o quasi.

In realtá si dovrebbe usare i termini ”pernici artiche o nordiche” e/o ”pernici alpine”.

In questo articolo parleremo delle artiche alias nordiche che, a parer mio tra le due, é la piú valida per la caccia con il cane da ferma.

Ho sempre paragonato questa caccia a quella particata sulle starne; il comportamento é simile e la vera differenza si riscontra solamente nell’abitat.

In Scandinavia le cacciamo sulle alpi ma questa parola é fuorviante per i cacciatori italiani che le paragonano alle alpi italiane.

Le alpi scandinave sonio prevalentemente basse e ondulate; stiamo parlando di cacciare ad una altitudine di 750/800 metri dal livello del mare che é in pratica dove la foresta vera (e quindi gli alberi) non crescono piú.

Terreno in prevalenza di tipo tundra con marcite, rare betulle nane e cespugliati di salice nordico, non particolarmente difficile in quanto non presenta dislivelli reali ma comunque stancante per le gambe (vostre e del cane) che si trovano a lavorare in un sottofondo spesso morbido e bagnato.

Lato decisamente positivo é la possibilitá di vedere costantemente il lavoro del cane che deve spaziare in cerche larghe e ampie, ottimi i setter o meglio i pointer e penalizzati invece (per chi é ingordo!) i continentali (bracchi , ecc.)

La regolazione della federcaccia svedese permette solo un abbattimento giornaliero di 8 pernici per cacciatore e, considerando la notevole presenza di questi pennuti in quelle zone, io consiglio sempre di sparare solo in quelle azioni condotte accademicamente dal cane e di evitare le tentazione di ”copiole” perché si rischia di passare il resto del pomeriggio solo usando la macchina fotografica.

Vediamo come si svolge una tipica azione di questa affascinate caccia.

Si raggiunge la quota giusta (700/800 metri) a piedi attraversando le foreste sottostanti (chi non ha le gambe adeguate o é pigro puó andare in elicottero) e giunti in zona si incomincia a cacciare.

Il cane, come giá detto deve spaziare e noi dovremmo giudarlo verso un ruscello (nella zona sono onnipresenti e ne incontrerete uno ogni 400/500 metri).

Raggiunto il primo ruscello dovrete incominciare a risalirlo verso monte; considerate che i monti in quelle zone sono normalmente sui 1000 metri di altezza e la vegetazione diventa rarissima (cosí pure le ”artiche”) quando si supera 900 metri, oltre trovereste solo le ”alpine (ma di questa caccia ne parleremo nel prossimo articolo).

Con calma e lasciando al cane il compito d’ispezionare le due sponde del ruscello (normalmente non sono piú larghi di 2/3 metri), puntate verso l’alto fino che finalmente il cane non incomincerá a fare ”buono”.

Ecco, adesso siete nella quota giusta e da quel momento in poi dovrete cacciare solo orizzontalmente sempre in quell’altitudine.

Se vi domandate il come mai di tutto questo, la risposta é semplice: le famiglie delle nordiche hanno l’abitudine di frequentare le diverse altitudini dipendentemente dalle condizioni atmosferiche, dalla temperatura e da un sacco di altre cose che rendono i calcoli complicatissimi; la cosa migliore é di fare come vi ho descritto sopra.

L’azione finale é classica.

Il cane incomincia una corta guidata (se non ci é finito proprio sopra!) e si immobilizza.

Queste pernici, al contrario delle loro cugine ”alpine”, non sono pedinatrici e tendono a ”schiacciare” alias rimangono immobili fidandosi del mimetismo (anche loro non sanno che il cane vá di naso!) e voi avrete tutto il tempo per piazzarvi, caricare e …….

Vediamo qualche dato tecnico:

Condizioni atmosferiche buone meglio sereno e freddo (5/8 gradi); non troppo vento ma comunque arieggiato. Abbigliamento naturalmente da montagna ma calzature impermeabili almeno alla caviglia (meglio oltre!); un piombo del 7 in prima canna e 6 in seconda sará piú che sufficente e meglio senza contenitore perché i tiri non superano i 30/35 metri; macchina fotografica per fare foto dopo che avrete terminato il limite di abbattimento ma anche e soprattutto per immortalare quei panorami fantastici che solo le alpi lapponi possono offrirvi.

In bocca al lupo!

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