NOI E IL NOSTRO CANE

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Adesso siamo arrivati alla parte piu importante di questa serie di articoli.

Durante la mia attivitá ho avuto modo di incontrare parecchi cacciatori con cani e di osservare il rapporto esistente tra di loro.

Purtroppo devo dire che il quadro non risulta edificante anzi, nella maggioranza dei casi, deprimente.

Fermo restando che ad un cacciatore é meglio parlare male della moglie che del suo cane (noi organizzatori venatori lo sappiamo molto bene!), quando si lascia la superfice e si scende in il profonditá sull’argomento le cose cambiano.

Se io dovessi buttare lí una stima direi che nel 70% dei casi che osservavo si presentano gravi lacune di comunicazione e di trattamento ( … a discapito dei cani, naturalmente!) arrivando, in peggioramento, ad un 25% di casi veramente inaccettabili e crudeli.

Devo peró aggiungere di aver notato una leggera differenza di rapporto se il cane era usato per caccia generica (starne, fagiani, quaglie, ecc,) o se si trattava di cani particolarmente specializzati su tetraonidi o beccacce.

Per qualche ragione recondita, quando si trattava di questa selvaggina , vedevo che il rapporto tra il cacciatore e il cane presentava un chiaro aumento di cameratismo e rispetto

Ho ragionato molto su questo fatto ( ….. sono un appassionato etologo e quindi del comportamento) e sono arrivato alla conclusione che il cambiamento non dipendeva in modo significante dal cane quanto dal cacciatore.

E a questo punto la domanda é: ..perché?

Ebbene, e chiedo venia a chi non esercita queste cacce , secondo me é la ”passione” del cacciatore che fá la differenza.

In altre parole questa é la formula che mi sono inventato:

  • piú il selvatico é difficile e piú si richiede al cacciatore passione per perseguirlo
  • piú alta é la passione e piú alta é la qualitá del cacciatore
  • piú alta é la qualitá del cacciatore e piú alto é il suo amore per la natura e per la vita

…. E quindi per il su compagno di caccia (il cane).

Specifico che:

  • la definizione ”selvatico difficile” é ottenuta della somma del comportamento dell’animale, del terreno su cui si gioca la partita e, a volte, anche delle condizioni atmosferiche ottimali per quel tipo di caccia.
  • La definizione ”qualitá del cacciatore” é in riferimento alla sua esperienza, quanto tempo dedicato alla caccia, condizioni fisiche, carattere, perseveranza, osservazione,ecc.

Adesso é importante puntualizzare, per non offendere nessuno, che io parlo statisticamente e non nel singolo; ho conosciuto moltissime persone che amavano e rispettavono il loro cane anche se cacciavono solo merli o non cacciavono affatto ma, in un quadro generale, i cani che si dedicavano alle selvaggina ”difficile” in percentuale godevano di una posizione previlegiata con il loro padrone (odio questa parola quando si tratta di cani!).

”Privilegiata” si, ma, ritornando a riferisrsi al 70% negativo di sopra, rimane da vedere quali siano questi ”privilegi” concessi, per cui, nei miei prossimi articoli, spenderemo qualche riga per parlare di questo argomento (alquanto delicato).

ALIMENTAZIONE – ACCUDIMENTO – SENTIMENTO

*** Abbiamo già dedicato altri due articoli a questo argomento. Ecco di seguito i links per chi volesse leggerli ***

Articolo n. 1: Il cane

Articolo n. 2: Cosa non è un cane

 

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