SENTIMENTO o AMORE (… per il tuo cane) – parte 2

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E allora eccoci qui, tutti timorosi a non esporci troppo se no rischiamo di perdere la faccia (alias: le palle!) e magari vederci anche categorizzati come cacciatori o peggio “uomini” di serie B.

Sia chiaro che le parole che io scrivo sono dettate da mie personali deduzioni e che esse potrebbero essere sicuramente applicate anche a proprietari (… odio questa parola!) di cani che non siano da caccia ma per loro comunque la difficoltá io penso sia minore perché sono convinto che ”l’essere un cacciatore” e “riluttanza nel esibire sentimenti” siano due cose direttamente proporzionali.

Nella mia attivitá, incontrando moltissimi cacciatori che avevano a seguito cani e dibattendo con loro su miriadi di argomenti relativi alla caccia e cani, ho avuto la possibilitá di trarne un paio di interessanti deduzioni.

Tutti i “cacciatori sentimentali” esitavano ad estraniare il loro rapporto con il cane in pubblico ma anzi tendevano a nasconderlo, quasi a vergognarsene e, nella stragrande maggioranza, erano persone che tenevono il loro cane nell’ambiente famigliare.

A vantaggio di ció devo comunque aggiungere che tutti dimostravano:

  • un grande rispetto per il loro compagno quadrupede
  • una ottima intesa e comunicazione con lui anche sul terreno di caccia
  • nessuna necessitá di uso di guinzaglio o peggio di strilli e schiamazzi per farsi ubbidire

e “dulcis in fundo”… praticamente tutti avevano maggiori possibilitá di godersi di piú la loro vacanza venatoria.

Insomma un sacco di vantaggi in paragone della maggioranza di quelli che tenevono il loro cane in un canile.

A ció va aggiunto che:

  • i cani tenuti in ambiente familiare vivevano in percentuale piú a lungo
  • continuavano a dare risultati soddisfacenti (nella caccia) fino a tarda etá;
  • si ammalavano decisamente di meno.

Morale della favola: chi da di piú, riceve di piú!

 

Certo questa é solo una mia impressione e ci possono comunque essere delle eccezioni … ma:

vuoi perché nell’ambiente famigliare il cane é piú curato, mangia meglio, sta al caldo; vuoi per un recondito effetto placebo (non sottovalutatelo!); vuoi che sia un intervento diretto di Padre Pio … ma i cani che nella vita ricevono cure e soprattutto affetto: campavano di piú ed erano attivi fino in tarda etá.

Io sono consapevole che non tutti hanno la possibilitá di tenersi il cane in casa e che le ragioni di ció possano essere/sembrare molteplici ma so anche che, spesso e volentieri, se queste ragioni vengono approfondite, possono rivelarsi fittizie, sbagliate o esagerate, ma “comunque e guarda caso”, sempre e decisamente….molto COMODE.

Diamoci un occhiata ravvicinata ad alcune di queste ragioni.

Preoccupazione per noi e/o il bambino perché il cane non é igenico:

Basta una semplice ricerca in rete e troverete moltissimi studi scentifici in cui é stato appurato che le persone e soprattutto i bambini cresciuti in ambienti dove erano presenti cani, dimostrano una resistenza nettamente piú forte a contagi e malattie in confronto con quelli che i cani non li avevano mai visti o se visti erano solo nel giardino.

Le preoccupazioni della moglie:

Questo é capibile in quanto nel 99% dei casi é lei che si occupa di tener la casa in ordine e pulita mentre il cacciatore é “in tutt’altre faccende affaccendato” ma, come rimedio, forse basterebbe dimostrare un po piú di buona volontá e il problema potrebbe essere aggirato … magari tirarndosi su le maniche e dando una mano.

N.B: Viene da se peró che, se al “Grand Giury” partecipa anche la suocera, di solito si verifica un netto peggioramento per soluzionare del problema

Insomma le ragioni possono essere molteplici e anche apparire insormontabili ed io, pur rimanendo a disposizione per discuterle e analizzarle in altra sede, rimango della convinzione che comunque:

… quando si vuole, si ottiene! …basta solo volerlo abbastanza.


*** Questa è la seconda parte di un articolo. La prima parte la puoi leggere qui: http://www.club-scandinavia.com/sentimento-amore-cane-parte-1.html

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